La Via Matris di Sant’Arcangelo, nel cuore della Val d’Agri, è un’esperienza spirituale intensa e commovente, che ripercorre gli eventi turbolenti della Passione di Cristo attraverso lo sguardo e il dolore della Vergine Maria.
È questo un vero e proprio spettacolo itinerante, che si svolge tra i vicoli del centro storico del paese nelle giornate antecedenti la Pasqua, caratterizzato dal canto popolare, posto alla base della processione e da una rilettura in chiave teatrale dell’antico Canto dell’Addolorata, interamente in dialetto locale. La Via Matris vede il coinvolgimento di centinaia di partecipanti, che fanno da cornice e da accompagnatori alla disperata ricerca di Maria del proprio figlio tra le vie del paese, attraverso accadimenti verosimili, ricostruiti dagli ideatori e non sempre fedeli ai fatti riportati nel Vangelo.
Il canto è il risultato di svariate strofe che si sono aggiunte nel corso dei secoli e ognuna di esse concorre a creare un racconto vivo ed emozionante, che consente di vedere la Passione con gli occhi di Maria. Sebbene questa suggestiva rappresentazione sacra dedicata al culto dell’Addolorata sia stata messa in atto per la prima volta nel 2013, le sue origini risalgono alla metà del Settecento, quando il Magnifico Pasquale Guarini donò alla comunità il prezioso baldacchino in broccato azzurro, tuttora portato in processione. Sul finire del Settecento, una terribile carestia colpì Sant’Arcangelo e, considerato che la processione del Patrono non esaudì le preghiere della popolazione, si decise di portare straordinariamente in processione nel mese di maggio, la Vergine Addolorata. Si fanno risalire a quel periodo l’origine dei riti penitenziali
ancora adesso presenti nella processione del Miserere, in ricordo della cattura di Cristo, la mattina del Venerdì Santo prima dell’alba.
Con il passare dei secoli, il culto è cresciuto, soprattutto a cavallo delle due guerre mondiali, in cui mogli e madri si riconoscevano nel dolore della Madonna piangente. Negli anni trenta del ‘900 fu acquistata l’effigie del Cristo Morto e da quel momento fino ai giorni nostri, nella mattinata del Venerdì Santo si svolgono due differenti processioni. Il Cristo è portato a spalla dagli uomini e l’Addolorata, invece, dalle donne. Le due processioni si incontrano in piazza Marrocco, dove il parroco tiene il tradizionale panegirico dal balcone sovrastante, per poi procedere lungo le vie del paese.
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