Venosa, la “Città di Orazio”, è una superba cittadina, perla della Basilicata. In Piazza Municipio si trova la Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo, fatta costruire nel 1470 sull’antica chiesa di San Basilio, da Pirro Del Balzo, principe di Altamura e Gran connestabile del Regno di Napoli.
La facciata, in pietra lavorata, ha un bel portale (1512), opera di Cola di Conza. Il campanile, su due ordini, mostra due prismi ottagonali che fanno da base alla cuspide piramidale. Sui muri esterni sono incastonati cippi funerari e iscrizioni romane
L’interno, a croce egizia con un imponente arco trionfale è caratterizzato da tre navate e archi a sesto acuto. Nel presbiterio, sull’altare maggiore domina l’icona bizantina della Madonna dell’Idria che risale al XIII secolo, un tempo oggetto di grande venerazione popolare. Il termine Idria sarebbe un adattamento del termine “odigitria”, di origine greca (composto da ‘via’ e ‘conduttrice’), con il significato di “guida della via, del cammino”, in relazione al modello di icona della Madonna, attribuita a san Luca, che si venerava a Costantinopoli. La Vergine è rappresentata assisa con il Bambino benedicente seduto in posizione frontale sulle ginocchia. Entrambi hanno il capo circondato da aureola, a cui sono state successivamente aggiunte una corona al Bambino e grandi stelle alla Madonna; ai due lati, in alto, due angeli turiferari.
Tra le opere di maggior rilievo figurano l’Annunciazione di Carlo Maratta (1625-1713) e l’Assunzione della Vergine di Francesco Solimena (1657-1747). Nella navata destra si trovano la Madonna col Bambino e i SS. Anna, Nicola e Francesco (1° altare) della seconda metà del XVII secolo e il Martirio di san Felice. Sempre a destra è interessante il portale d’ingresso (1520) alla cappella del Sacramento, che mostra un arco riccamente decorato con elementi rinascimentali: putti, candelabri, festoni. Nella navata sinistra si notano un resto d’affresco di Adorazione dei Magi di Simone da Firenze (1520-1540 ca.) e un bassorilievo raffigurante san Giovanni, un leone e un bue. Nella cripta è custodita la tomba di Maria Donata Orsini, moglie di Pirro del Balzo che, come dote, diede al duca proprio la città di Venosa nel 1453.
Negli ambienti dell’antico Episcopio, accanto alla Concattedrale di Sant’Andrea Apostolo, è allestito il Museo Episcopale di Venosa, inaugurato nel 2017 dopo i lunghi restauri del Palazzo vescovile. Sviluppato su due piani, custodisce un prezioso e variegato patrimonio: dai dipinti di diversi ambiti culturali alle sculture, dagli argenti agli splendidi manufatti tessili, ai reperti lapidei.
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