L’origine del culto risalirebbe all’anno Mille. Successivamente si sarebbe assegnata la denominazione “del Principio”, mutuata, secondo la tradizione, da un’identica immagine della Vergine conservata nella basilica di Santa Restituta in Napoli.

Risale al Medio Evo il Santuario originario, situato fuori dall’abitato e, a partire dal sec. XIX, è stato affiancato dal cimitero.

L’oggetto del culto è un dipinto (olio su tela) del 1847 e raffigura la Madonna che allatta Gesù. La Vergine, di cui è ritratto solo il busto, è seduta e veste una tunica rossa su cui scorre un manto azzurro, mentre il capo è avvolto da un velo bianco. La testa è leggermente piegata a destra, ma lo sguardo è rivolto all’osservatore; tiene sulle ginocchia il Bambino che sugge il latte dalla mammella destra, pudicamente coperta dal velo, e con lo sguardo rivolto alla Madre. L’opera è custodita presso la chiesa di San Mauro.

Anticamente oggetto di culto era un’immagine della Vergine a mezzo busto, dipinta su tavola, posta nell’abside. L’impianto del luogo di culto ricalca quello dell’edificio medievale, di cui si conserva solo parte della pilastratura in quanto su colonne medioevali sono stati addossati dei pilastri nel XIX secolo, per poter costruire una copertura a volte al posto della preesistente capriata.

Interventi precedenti sono stati eseguiti nel XVII e XVIII secolo. La facciata è suddivisa da quattro paraste al cui centro si trova l’ingresso, e dal timpano si erge il campanile a vela.

L’interno è a tre navate, suddivise con archi a tutto sesto. Il presbiterio, a forma quadrangolare, è rialzato e sormontato da una crociera; la volta della navata centrale è decorata con pitture raffiguranti episodi dell’Antico Testamento e Santi.

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