In Lucania, la devozione alla Madonna dei cavalieri Normanni è legata anche alla storia di questo santuario, che sorge alla periferia di Pisticci, su un pianoro da cui si domina la valle del Basento e la piana di Metaponto.

Un documento dell’8 settembre 1087 attesta che il signore di Pisticci, Rodolfo Maccabeo, conte di Montescaglioso, dona a una comunità benedettina un monastero da lui fatto costruire in onore della Vergine Maria. Il nobile e la moglie Emma di Altavilla, figlia del primo conte di Sicilia Ruggero il Normanno, erano entrambi molto devoti alla Vergine. La tradizione locale racconta che una bambina, recatasi a lavare i panni presso la fontana detta “Vetrano”, vide una Signora vestita di bianco che, dopo averle raccomandato di vivere in grazia di Dio, le donò alcuni baccelli di fave novelle. La madre, pur incredula, li avrebbe presi per cucinarli ma appena iniziò a sgranarli ne uscirono gocce di sangue. Il messaggio si riferiva al sangue versato a causa della guerra bizantino-normanna. La Madonna avrebbe manifestato l’intenzione di proteggere la popolazione di Pisticci, che si rivolse al proprio feudatario, il quale fece erigere non solo la chiesa, ma anche il monastero da donare ai i monaci benedettini.

L’unico elemento dell’intero complesso monastico rimasto integro è la chiesa, costruita sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino. Numerosi sono stati i rifacimenti nel corso dei secoli, ma la chiesa ripropone oggi l’impianto benedettino a tre navate, con le rispettive absidi, suddivise da pilastri. La facciata si articola con la parte centrale più alta delle due laterali. Risalta il portale medioevale a sesto acuto, che incornicia l’ingresso, la cui fattura risale al secolo XVI.

L’oggetto del culto è una statua della Madonna col Bambino in legno intagliato e dipinto databile al XVIII secolo. La Madonna è rappresentata in piedi, vestita di una tunica celeste decorata con fiori e di un manto azzurro punteggiato di stelle. Con le braccia sorregge il Bambino che alza la mano destra nell’atto di benedire e con la sinistra regge il globo crucigero. Per sua intercessione si verificarono varie guarigioni miracolose, che le valsero la denominazione di Madonna della Sanità. La statua fu incoronata da Papa Giovanni Paolo II il 27 aprile 1991.

La festività principale ricorre l’ultima domenica di aprile, preceduta da nove giorni di preparazione.

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