Un’aura di leggenda avvolge la presenza, storicamente ricca di testimonianze, dei cavalieri Templari e Giovanniti in Lucania. Memorie dei cavalieri Giovanniti sono innanzitutto a Grassano, città fondata dai cavalieri di Malta su una collina che si affaccia sulle valli del Basento e del Bradano.

Fino all’Ottocento essi ebbero qui una commenda e tra i loro compiti c’era anche quello di proteggere le strade, dove spesso sorgevano cappelle per permettere momenti di sosta e di preghiera ai viandanti e ai pellegrini. Una di queste cappelle fu dedicata alla Madonna della Neve. Non si conosce la data d’inizio del culto ma si può affermare che esso ha origini medioevali ed è certamente anteriore al XVI secolo, quando esisteva un Santuario con questo titolo, ubicato lungo la via Appia, a poca distanza dal centro urbano. Sotto l’altare spiccava uno stemma della commenda dei cavalieri Giovanniti, come attesta il vescovo di Tricarico Giovanni Battista Santoro nella sua visita pastorale del 1588.

Sul portone d’ingresso è presente una nicchia con la statua della Vergine e un finestrone. La chiesa ha una navata centrale che termina con una piccola abside, e una navata laterale.  L’oggetto del culto è una statua della Madonna col Bambino, ai cui piedi si trovano angeli. La Vergine, seduta, indossa una tunica rosata ricamata, su cui scorre un ampio manto celeste trapunto di stelle dorate. Stringe a sé con entrambe le mani il Bambino ritto sul ginocchio sinistro della Madre. L’opera è stata realizzata dallo scultore di scuola napoletana Giuseppe Volpe nel 1823. L’interno custodisce anche una tela dipinta ad olio raffigurante una Natività d’ignoto pittore di scuola napoletana.

La festa si celebra assieme a quella di sant’Anna, il 4 e il 5 di agosto, ed è molto seguita perché successiva alla mietitura e il15 di agosto, data nella quale in paese cessavano e si rinnovavano gli affitti di casa (con relative imbiancature dei nuovi ingressi).

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