San Vito Martire è il Santo protettore di Rapone, una cittadina che secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Rapo, uno degli eroi etruschi alleati di Enea, come raccontato nell’Eneide. Il nome Vito deriva dal latino e significa “virile, forte, pieno di vita”. Siciliano come santa Lucia, e pure suo contemporaneo, Vito, martirizzato nel 303, è un giovane santo molto conosciuto e amato, soprattutto in Basilicata. Oltre ad essere conosciuto come un grande taumaturgo, guaritore di malattie come l’epilessia e il “ballo di san Vito” che da lui prende nome, san Vito è anche una figura legata all’epoca del brigantaggio in Lucania: si narra che il santo, nelle vesti di un pastorello con i suoi cani, allontanò nel periodo postunitario i briganti, fuggiaschi dell’esercito di Carmine Crocco, che volevano entrare in paese.
All’interno della cappella sono custodite oltre alla bellissima statua lignea di san Vito in una nicchia dietro l’altare maggiore, anche le statue di san Filippo Neri e dell’Incoronata. Quest’ultima attualmente è collocata nella cappella del Sacro Cuore e si compone di una struttura arborea, in materiale ligneo, su cui è poggiata l’immagine della Vergine orante, fatta di cartapesta. Ai piedi dell’albero vi è una piccola scena campestre, sempre in cartapesta, composta da una coppia di buoi legati al giogo dell’aratro e da due contadini, uno dei quali inginocchiato in preghiera.
San Vito è festeggiato a Rapone il 15 giugno con due Messe, alle quali segue la processione per le vie del paese sino ad arrivare alla cappella sita vicino al cimitero, dove un bambino vestito da Angelo recita una poesia a san Vito e al termine viene cantato il Responsorio. Alla fine di settembre la statua viene riportata in paese per la festa di ottobre.
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