Il culto della Madonna del Carmine di Gallicchio si può far risalire tra il IX e il X secolo, quando giungono in questo paese i monaci Basiliani, che costruiscono una chiesetta su uno sperone di roccia alla confluenza dei due rami del “fosso dei Monaci”, così denominato per la loro presenza nella parte sud dell’abitato. La tradizione trova conferma nell’affresco della Madonna del Carmine col Bambino, tra una corona di nuvole sopra una città turrita dalla quale escono fiamme. Il dipinto sembrerebbe attribuire l’edificazione della chiesa ad alcuni cittadini di Gallicchio sfuggiti alla distruzione della città ad opera dei Saraceni.
Per molti secoli sappiamo ben poco di questa cappella anche perché, scomparso il piccolo monastero e costruita la chiesa di Santa Maria Assunta, l’agglomerato urbano si concentra più a nord, abbandonando la parte meridionale del paese. Arriviamo così al 1610, quando la cappella viene restaurata dal principe Giacomo III Coppola, come leggiamo dall’epigrafe scolpita sulla sommità del portale d’ingresso. Durante il terremoto del 1857 e per oltre un secolo, l’edificio subì danni ingenti. Finalmente il 13 gennaio 2003, sotto l’egida della Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici, ne fu realizzato il restauro e la nuova cappella fu riaperta al culto, il 1° maggio 2004, dall’allora vescovo di Tricarico.
La facciata è molto semplice e presenta un portale ampio su cui nella parte centrale vi è un medaglione in pietra raffigurante la Madonna del Carmine. All’interno l’altare maggiore, incorniciato da due lesene, ospitava una tela rappresentante la Madonna del Carmine ed Elia sul carro di fuoco, eseguita nel 1613 del pittore Giovanni Angelo de D’Ambrosio di Saponara. Nella parte centrale in basso di questa tela, incastonata in una nicchia protetta da un vetro, figurava un quadro ad olio della Beata Vergine del Carmelo. Questi quadri, di recente restaurati, sono stati portati nella chiesa di Santa Maria Assunta e posti dietro l’altare maggiore
Nella cappella si venera una statua lignea della Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, databile al secolo XVIII, e restaurata nel 2000. La Vergine, in piedi, indossa una tunica rosa su cui si stende una sopravveste di coloro rosso. Quasi tutta la figura è ricoperta da un manto azzurro che parte dalla testa. Stringe a sé con entrambe le mani il Bambino, che con la mano destra sorregge il mento della Madre e con la sinistra regge uno scapolare. Entrambe le figure sono incoronate.
La festa religiosa si svolge in due fasi: la prima domenica di maggio in processione si trasporta la statua dalla chiesa madre al Santuario, dove si celebra la Messa; la seconda domenica di agosto, dopo la Messa, si compie il cammino inverso, attraversando tutte le vie del paese.
Dettagli
Gallicchio







