Due città, Castronovo in Sicilia ed Armento in Lucania, sono gemellate nel nome di san Vitale, di cui si celebra la memoria il 9 marzo in entrambi i luoghi. Bisogna ricordare però che ci sono più di quindici santi di nome Vitale riconosciuti dalla Chiesa, tra i quali una decina di martiri. Il Vitale che qui si onora è Vitale de Mennita, nato verso la prima metà del IX secolo a Castronovo di Sicilia, monaco basiliano, eremita in diverse località della Calabria e della Lucania, dove morì dopo essersi ritirato in una grotta di Armento. Si narra che pur essendo san Vitale originario di Castronovo, gli abitanti di quella città non conoscessero la sua santità fino a quando alcuni cittadini di Armento giunti in Sicilia rivelarono che san Vitale era il patrono del loro paese.

La cappella di San Vitale costituiva un tempo la cripta della soprastante millenaria chiesa madre, crollata nel 1947. Da essa il 19 marzo di ogni anno iniziava la processione della statua del Santo, mentre i fedeli baciavano l’urna che conteneva le reliquie.

La cappella ospita una statua di san Vitale del 1830, con mitra e pastorale, in abito abbaziale, con una mano benedicente e con l’altra in atto di sostenere una cipolla, che nell’agiografia rappresenta il simbolo della sua vita santa e penitente.

L’interno della cappella, suddiviso in tre navate archivoltate scandite da due coppie di pilastri, termina con l’altare a muro su cui poggia la nicchia in cui è esposta la statua del Santo e le sue reliquie.  Rilevante nella chiesa è il ciclo pittorico seicentesco di ignoto frescante, che riveste quasi tutte le superfici interne di autore ignoto. I dipinti raffigurano episodi della vita di san Vitale, miracoli da lui operati, come guarigioni di ossessi, e il rinvenimento delle sue reliquie ad opera del Vescovo Giovanni. Del 1608 è una crocifissione sul lato destro con l’Arcangelo Michele che sconfigge un demonio e san Nicola accompagnato da un paggetto.

Dettagli

Armento