Craco Vecchia è un antico borgo normanno, circondato dai calanchi, che costituisce una meta affascinante per chi vuole ritrovare il sapore della Lucania più profonda. Il suo nome deriva dal termine medievale craco= campo arato, nel significato di centro sorto in un territorio selvaggio reso coltivabile. Oggi però il suo centro storico è stato abbandonato a causa di una frana e di altri eventi naturali e Craco è stato definito il “paese fantasma più bello d’Italia”. L’unico luogo sacro rimasto ancora fruibile è la cappella della Madonna della Stella, a nord-ovest del centro abitato. La chiesetta fu fatta costruire nella prima metà del secolo XVIII dai coniugi Leonardo Antonio Lanziano e Giulia Barberio e ancora ci invita alla preghiera.

Al centro della facciata principale è presente una bella porta in legno intagliato della metà del XIX secolo. Nell’interno, ad aula unica coperta con una volta a botte, è collocata, in una nicchia sovrastante l’altare, la statua della Madonna della Stella.

Il culto inizia nella prima metà del secolo XVII. La sacra immagine sarebbe stata ritrovata nei pressi della fontana che sorge pochi metri sotto il santuario. Un pastore che si recava solitamente al pozzo per far abbeverare il suo gregge scoprì in quel punto la statua della Madonna con il bambino. Si tratta di una scultura in legno dorato policromo. La Vergine è rappresentata seduta in trono con la testa leggermente reclinata in avanti, lo sguardo rivolto verso il Bambino (l’antico è andato perso) che stringe con la mano sinistra sul ginocchio destro, mentre la mano destra è alzata come se contenesse qualcosa, probabilmente una stella. Indossa una veste decorata da fiori che scende in larghe pieghe e un manto le copre il capo.

La prima domenica di maggio la statua viene trasferita in processione da Craco Peschiera al Santuario, giorno storico della festa. Qui vi resta fino all’inizio della novena della festa di agosto, che si celebra appunto la seconda domenica di agosto. La tradizione orale riferisce di guarigioni fisiche e frequente esaudimento di preghiere.

La chiesa di Santa Maria della Stella custodisce inoltre in una teca davanti all’altare le reliquie di san Vincenzo. Il santo fu uno dei martiri della Legione Tebana, decimata nel Vallese nel 286, sotto l’imperatore Diocleziano. Il suo corpo venne riesumato presso il cimitero di Santa Ciriaca a Roma e una reliquia fu donata nel 1792 alla cittadinanza dal papa Pio VI. Sia il clero che il popolo di Craco decisero di eleggere san Vincenzo come protettore del paese. Si decise quindi di far cadere la festa legata al santo durante la quarta domenica di ottobre, in concomitanza con l’importante fiera annuale che si svolgeva dopo la vendemmia. La devozione a san Vincenzo Martire, oltre che dagli abitanti di Craco, è ancora oggi diffusa tra i discendenti di questo paese che tra Ottocento e Novecento migrarono in Nord America.

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Craco Vecchia