Tra i numerosi paesi della Basilica di cui san Rocco è patrono c’è anche Salandra, uno straordinario borgo che ha visto passare tra le sue mura antiche Enotri, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni, e come tutta la Lucania è stato teatro della lotta tra i “briganti” di Carmine Crocco e l’esercito sabaudo. A Salandra san Rocco ha spodestato il precedente patrono, san Castulo, martire cristiano sotto l’imperatore Diocleziano. Ciò è accaduto, quando, per sfuggire alla peste che infieriva, il paese si raccomandò al taumaturgo di Montpellier che aveva preservato dalle epidemie tante città del Meridione d’Italia e che Salandra aveva onorato in una chiesa, edificata nel 1656, che ne custodisce una statua lignea, venerata dalla popolazione.

La chiesa ha subito gravi danni a causa del sisma del 1980 ed è stata poi ricostruita e riaperta al culto nel 1996, con un impianto a tre navate e transetto. Grazie ai recenti restauri, combina la modernità con le opere più antiche che custodisce, tra le quali gli affreschi ottocenteschi dell’artista Cosimo Sampietro, raffiguranti i quattro evangelisti, e una statua lignea di san Rocco del secolo XVII. Il Santo, con i capelli lunghi ed una barba folta, è vestito con ampio mantello avvolto nella parte alta dalla pellegrina, la tunica dorata ed i calzari color verde. Porta il bastone nella mano destra e con la sinistra alza il lembo della tunica per mostrare sulla coscia una piaga, segno della peste da cui, secondo la tradizione, sarebbe guarito.

A Salandra, il 16 agosto la statua del Santo viene portata in processione, accompagnata da “cente” di grano o di ceri. In passato, in alcune processioni, la statua era preceduta da donne a piedi nudi con in testa tradizionali doni per il Santo.

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Salandra