È uno di quei luoghi che resistono alle mareggiate dei tempi. Si tratta della seicentesca chiesa madre di Montalbano Jonico, Santa Maria dell’Episcopio e di San Maurizio, oggetto di numerosi restauri nei decenni, anche in ragione dei terremoti che hanno colpito l’area. L’interno, a tre navate, con cupola quattrocentesca, ospita diverse tele: la Sacra famiglia con San Giovannino attribuita a Matteo Preti, una Madonna col Bambino, e altri quadri del secolo XVIII, dedicati all’Addolorata e alla Madonna in gloria tra angeli e santi. Sull’altare vi è un grande quadro della Vergine e nella volta sovrasta tante si trova l’affresco di SS.ma Trinità del 1891 del pittore di Bernalda Cosimo Sampietro (1856-1949).
Nel Cappellone del SS.mo Sacramento si conserva la statua lignea della Madonna in trono col Bambino del XV secolo. L’immagine proviene dall’antico cenobio cistercense di San Nicola in Sylva, oggi ridotto a pochi ruderi e situato sulla sponda sinistra del fiume Agri.
L’altare seicentesco della chiesa è dedicato a san Maurizio, il celebre comandante della Legione Tebea, del Vallese, che andò incontrò al martirio piuttosto di perseguitare i cristiani, secondo quanto imposto dall’imperatore Massimiano. Per questo atto di eroica devozione a Cristo viene ricordato come patrono delle Guardie Svizzere, degli Alpini e, nei secoli che furono, del Sacro Romano Impero. San Maurizio divenne il patrono di Montalbano Jonico nel 1630, anno in cui, nella chiesa di Santa Maria dell’Episcopio, fu ampliata la cappella dell’Immacolata Concezione e co-dedicata al santo; in essa è custodita la preziosa reliquia del suo cranio nell’incavo di un busto ligneo.
I solenni festeggiamenti del santo patrono avvengono tra il 21 e il 23 settembre, con una solenne processione che percorre le vie di Montalbano, arricchita dalla cosiddetta “Barca di San Maurizio”, dalla banda musicale, dalla sfilata di costumi.
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Montalbano Jonico






