Un crocifisso opera di un Angelo è quello che si venera a Forenza, nel santuario che sorge tra i boschi del Vulture, ai margini del centro storico della cittadina. Secondo quanto si tramanda, nel 1677 Angelo da Pietrafitta, appartenente all’Ordine francescano dei frati minori dell’Osservanza, avrebbe iniziato a scolpire un crocifisso in rovere. Durante la notte, mentre frate Angelo dormiva, stanco e demoralizzato per non riuscire a completare l’opera in modo soddisfacente, un angelo sarebbe calato dal Cielo e avrebbe collocato sulla statua incompiuta la riproduzione della testa di Cristo. L’immagine colpisce soprattutto per la verosimiglianza degli ematomi e delle ferite riprodotti sul volto di Nostro Signore, come pure il suo sguardo, che pare lasciare spazio a un velato sorriso, se lo si guarda dal lato sinistro, per poi risultare sempre più scavato dall’agonia, e infine irrigidito dalla morte ormai sopraggiunta, man mano che ci si sposta sul lato destro.

La Chiesa del Crocifisso è a tre navate: quelle laterali presentano una copertura a crociera e presentano degli altari a muro. Il coro, che ha come copertura una volta a botte, è diviso dalla navata centrale, nella quale è collocato l’altare con tabernacolo. Nella parete della navata centrale è racchiuso, in una nicchia posta sull’altare maggiore tra le statue in legno policromo dell’Addolorata e di san Francesco, il prezioso Crocifisso attribuito a Fra Angelo da Pietrafitta.

Alle spalle dell’altare maggiore, insieme a un coro ligneo decorato del XVII secolo, colpiscono l’occhio del pellegrino ulteriori esempi pittorici della Passione di Gesù: in particolare, gli episodi della flagellazione, dell’incoronazione di spine e della salita al Calvario con la Veronica, per mano del pittore fiammingo Guglielmo Borremans. Rimandano alla Via Crucis anche i medaglioni della settecentesca pala lignea, conservata in sacrestia, opera del napoletano Domenico Guarino.

Lungo la navata destra del santuario, si colloca un altare in legno dorato, impreziosito da una tela del XVIII secolo: vi è raffigurata Santa Maria della Stella, attribuita a Nicola Federici da Forenza, firmatosi col monogramma NF (sue anche “Le nozze di Cana” nei locali dell’antico refettorio, oggi adibito a pinacoteca).

Il santuario del SS. Crocifisso è meta ogni anno di numerosi pellegrini, specie per il culto locale del 3 maggio, oltre alla ricorrenza del 14 settembre dell’esaltazione della Santa Croce.

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