Il Santuario di San Donato, all’ingresso del paese di Ripacandida, nel Vulture, è uno dei luoghi sacri più ammirati della Lucania. Varcata la soglia di questo luogo, si ha la sensazione di “entrare” nel più bello dei libri di storia dell’arte, per sfogliarlo virtualmente, o di trovarsi al centro di una suggestiva cartolina. L’antichissima chiesa dedicata al protettore della cittadina lucana è una delle più famose della regione ed è gemellata con la Basilica di San Francesco di Assisi proprio per i suoi splendidi affreschi attribuiti a un artista sconosciuto. Non è un caso che le raffigurazioni pittoriche delle pareti del santuario francescano, una vera e propria “Bibbia illustrata”, abbiano fatto guadagnare a Ripacandida la definizione di “piccola Assisi” di Basilicata.
La facciata del Santuario è impreziosita dal portale del XVI secolo. Nel timpano della facciata compare un ovale con la raffigurazione di san Donato, di cui una reliquia è conservata in una custodia d’argento. All’interno, in una nicchia sull’altare maggiore è conservata una statua in legno intagliato e dipinto di ignoto autore lucano, databile tra la fine del secolo XVIII e la prima metà del XIX, che raffigura il Santo in paramenti vescovili ma con aspetto giovanile, diversamente dall’iconografia tradizionale. La mano destra è protesa in avanti nell’atto di benedire e la sinistra regge il pastorale.
L ‘interno della chiesa, a navata unica, si articola in quattro piloni che definiscono tre campate coperte da volte a crociera, a sesto rialzato. Sulle vele della prima campata scorrono i dipinti della vita e Passione di Cristo. La parete di destra è decorata con immagini che fanno riferimento all’Inferno; su quella di sinistra si distingue il Paradiso con il Cristo in trono circondato dagli angeli. I temi dei dipinti della seconda e terza campata sono tratti dalla Genesi e raffigurano Dio che separa la luce dalle tenebre, la creazione della terra, delle piante e delle stagioni e, ancora, la creazione della donna, il peccato originale, il sacrificio di Abele. Seguono il ciclo cristologico di Antonello Palumbo, il ciclo del Genesi e quello dei Santi, di Nicola da Novi, al quale appartiene l’episodio di san Francesco che riceve le stimmate. Proprio una reliquia del Santo Patrono d’Italia è stata donata da Assisi al Santuario lucano che nel dicembre 2010 ha ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di “Monumento messaggero di cultura di pace” per i profondi valori spirituali che da secoli custodisce e trasmette. Uscendo dalla chiesa, sulla sinistra, si può visitare il Giardino di san Francesco d’Assisi: un labirinto di alberi centenari di straordinaria bellezza.
La festività principale ricorre il 7 agosto, ma i festeggiamenti hanno inizio il 5, quando la statua di san Donato è condotta dalla chiesa madre al santuario a lui dedicato, attraversando le vie del paese.
Dettagli
Ripacandida









