Su una collina dominante la valle dell’Agri, a circa 8 km. dall’abitato di Sant’Arcangelo, sorge il Santuario dedicato a Santa Maria di Orsoleo. L’origine di questo culto risale al 1192, quando due fratelli, proprietari terrieri, acquistano un terreno dove era presente una grotta, che era servita come luogo di preghiera per eremiti e monaci e decidono di costruirvi una chiesa dedicata alla Madonna, in località Ursolei. Secondo la tradizione, il nome risale al fatto che un orso e un leone sarebbero stati visti ai piedi della quercia in cima alla quale si trovava l’immagine della Madonna. Ancora altri affermano che a un Ursus e un Leo, due pellegrini francesi, sarebbe stata affidata l’immagine della Vergine. La spiegazione più convincente è però quella che fa derivare il nome Orsoleo alle parole ouros e léos, che nella lingua greco-bizantina, indicano, “guardiano” e “popolo”, con un riferimento al luogo dal quale si dominava la vallata e da cui quindi la Madonna poteva proteggere il suo popolo.
L’oggetto di culto è la statua lignea della Madonna col bambino di fine secolo XII. La Vergine, seduta, indossa una tunica verde scuro e tiene sulle ginocchia il Bambino, che veste una tunica rossa.
Il santuario è parte della chiesa edificata del 1474, per volere del principe di Stigliano su un luogo dove già esisteva una cappella del secolo XII. L’esterno è dominato sia dal campanile, alto 31 metri, che dalla cupola, in stile bizantino.
L’interno è a navata unica, con controsoffitto ligneo policromo a scomparti e pareti stuccate e decorate in oro. Nella cupola del coro troviamo gli affreschi che evidenziano l’Esaltazione dell’Ordine Francescano. Una delle opere più ammirate è il coro ligneo del 1614. La figura centrale è il Cristo “Salvator mundi” e in una formella troviamo scolpita la “Madonna di Orsoleo”, raffigurata seduta sulla cima di una quercia, con ai piedi l’orso e il leone poggiati sulle zampe posteriori e quelle anteriori fisse sul tronco dell’albero: immagine che era diventata lo stemma del Convento.
Questo senso figurativo di forza si muta in poesia in particolari di alcune immagini come il martirio di san Bartolomeo che regge la sua stessa pelle; la predica di san Francesco agli uccelli e tanti altri quadretti. Forse il coro non è opera di un solo artista e questo si denota, infatti dal netto contrasto con la severità delle figure dei santi e la ricchissima ornamentazione delle figure mostruose e grottesche e le stupende cornici.
Gli affreschi del 1545 che, fino al 1973 (staccati per restauro) decoravano le pareti del chiostro antico e la loggia, sono di grande interesse, perché costituiscono uno dei pochi esempi di pittura rinascimentale in Basilicata. Sono opera di Giovanni Todisco di Abriola, il quale ha firmato il suo lavoro nella scena dell’Adorazione dei Magi. Gli affreschi raffigurano scene della vita di san Francesco e di Cristo (Visitazione, Adorazione dei Magi, Flagellazione, Trionfo della fede e Trionfo della morte).
L’immagine della Madonna di Orsoleo, è una delle più antiche e venerate della Lucania e si affianca, nella devozione popolare, ad altre immagini della Madonna come quelle di Anglona e di Viggiano. La festa religiosa si svolge l’8 settembre con il trasferimento della statua dalla chiesa di San Brancato al Santuario.
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