Il “brigante buono” della Lucania si chiamava Donato Grosso e a lui si deve la costruzione della Cappella della Madonna della Grotta di Cirigliano, il cui culto risale alla seconda metà del secolo XIX.

Donato Grosso (1846-1938), nato Avigliano, mentre scontava una pena di 20 anni di lavori forzati presso il carcere di Trapani si convertì frequentando le lezioni di religiosi francescani e cappuccini e, oltre a leggere e scrivere, imparò a studiare le Sacre Scritture.

Tornato in libertà, a Cirigliano il brigante convertito, come segno di pentimento dei suoi peccati, iniziò a scavare nella roccia di un enorme masso fino a ricavarne un luogo di preghiera.

Il sito è rialzato di alcuni gradini ed è segnato dalla porta di ingresso e, al vertice, da una croce in ferro battuto. L’interno, ad unico ambiente, presenta sulla parete absidale tre nicchie, una delle quali racchiude il quadro della Madonna Addolorata che il brigante aveva portato con sé e a cui successivamente fu aggiunta una statua lignea. Il quadro rappresenta la Vergine, a metà busto, con la testa piegata verso sinistra in segno di dolore. Veste una tunica rosa, dalla quale scorre un manto azzurro dal risvolto beige. La statua invece raffigura la Vergine, in piedi e con le mani congiunte, vestita di una tunica su cui scorre un manto azzurro,

La festa religiosa si articola in due fasi: l’ultima domenica di maggio la statua viene portata dalla chiesa di Santa Maria Assunta al Santuario, da dove fa ritorno il 15 agosto.

Ancora oggi durante i festeggiamenti in onore della Madonna è celebrata una Messa in ricordo del “Brigante buono”.

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