La storia racconta che subito dopo la seconda crociata (1147-49) sulle pendici del Carmelo, in Palestina, alcuni ex crociati provenienti dall’Europa – molti dei quali avevano raggiunto la Terra Santa come combattenti su invito di san Bernardo – fondarono una loro comunità religiosa, e secondo il loro costume, costruirono un piccolo oratorio in onore della Vergine Maria. Successivamente, intorno al 1230, dopo il crollo del Regno latino di Gerusalemme gli eremiti del Monte Carmelo emigrarono in Occidente e si stabilirono in particolare in Sicilia e nell’Italia meridionale.

E’ a quell’epoca che risale il culto alla Madonna di Avigliano, venerata nel Santuario della Madonna del Carmine.

Si narra che nel 1240, la statua della Madonna scomparve dalla sua Cappella per essere ritrovata nei pressi della cittadina di Campagna in provincia di Salerno. Gli aviglianesi reclamarono la restituzione della statua e la Madonna fu riportata ad Avigliano. Dopo breve tempo, però, la statua sparì di nuovo e fu ritrovata nella stessa località campana i cui abitanti spiegarono l’accaduto come segno della volontà della Vergine di rimanere con loro: oggi questa statua è ancora venerata a Campagna con il nome di Madonna di Avigliano, mentre gli aviglianesi furono costretti a commissionare una nuova statua simile alla precedente.

La statua policroma, commissionata ad un intagliatore napoletano, rappresenta la Madonna in piedi, con una lunga veste rossa e con mantello blu, che con gesto materno stringe sul petto il Bambino proteso verso di lei quasi a volerla abbracciare a toccare il velo ed accarezzare il volto.

Notizie più precise circa il culto si hanno solo intorno al 1694, anno in cui, dopo una terribile carestia, si ebbe un forte terremoto: gli Aviglianesi si rifugiarono in cima alla montagna per 40 giorni pregando ed invocando la Madonna del Carmelo. Quando, alla fine, ritornarono in città trovarono che le case e il paese non avevano avuto quasi danni né vi era stato alcun morto. Nel 1696, a memoria, fu steso un atto pubblico di ringraziamento alla Vergine del Carmelo per la sua miracolosa intercessione. In esso si stabilivano una serie di iniziative per manifestare la gratitudine della popolazione fra cui l’acquisto di una statua della Madonna del Carmine e la costruzione di una Cappella sulla montagnola da allora detta Monte Carmine, che si trova a 1230 metri di altezza. Nell’atto si stabilì inoltre di ricordare ogni anno il miracolo con una festa solenne e di portare la statua al monte ogni 16 luglio per riportarla ad Avigliano la seconda domenica di settembre, in ricordo del tempo trascorso sul monte dalla popolazione durante il terremoto.

In particolare, ogni anno, la notte precedente il 16 luglio, sera della veglia presso la chiesa madre, la statua della Madonna viene rivestita con un manto carico di tutto il suo tesoro votivo in oro e argento. Una corona cinge il capo sia della Vergine che del Bambino e uno scapolare è appeso ad un braccio. Lungo il corteo del pellegrinaggio popolare vengono trasportati i cinti insieme ai palii, insegne di forma triangolare in lino con l’immagine della Madonna ricamata in oro. Giunti al monte, la statua.

Si narra anche che nel 1844, dopo molti mesi di siccità, alcuni fedeli arrivarono ad Avigliano per invocare l’intercessione della Madonna con una processione nel corso della quale le donne indossavano in segno di penitenza una corona di rovi ed il volto coperto da una stoffa bianca. Alcuni fedeli seguivano la processione scalzi portando un otre pieno di acqua da versare sulla soglia del Santuario. Il miracolo della pioggia avvenne e si ripeté anche nel corso di altre successive siccità. Ed ancora, il 16 dicembre del 1857, la protezione della Vergine del Carmine salvò Avigliano dal terribile terremoto che distrusse molti paesi della Basilicata. Per ricordare questo evento miracoloso, ogni anno nella stessa data si svolge una processione di ringraziamento per le vie della città. A testimonianza invece delle tantissime grazie individuali ai singoli devoti basta considerare il cospicuo tesoro di ex voto tuttora conservati nei locali della parrocchia di S. Maria del Carmine ad Avigliano.

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