La Madonna di Anzi, con il suo abito rosso, i suoi capelli fluenti, il bambino in braccio che benedice i fedeli attrae numerosi fedeli che arrivano ogni anno al Santuario al termine di un tortuoso percorso di stradine ripide e strette fra le quali si aprono splendidi panorami.
Il nome originario tramite il quale il santuario è identificato nei documenti più antichi è di S. Maria della Seta, al quale si sovrappose nel XVI secolo l’altro della Madonna del Rosario. Il terzo appellativo, quello della Beata Vergine del Monte Siri, derivante dal nome dell’altura su cui sorge il santuario, è di uso piuttosto recente.
La costruzione della cappella originaria risale probabilmente al XII secolo. Il tempio ad unica navata sulla cui sinistra si aprono due cappelloni, custodisce al suo interno uno straordinario ciclo di affreschi realizzato nel 1529 dal pittore lucano Giovanni Todisco e dedicato alle Storie della vita di Cristo e della Vergine. La pala dell’Altare, datata 1576, rappresenta la Vergine con il Bambino che dispensa i Rosari ai suoi devoti. Intorno, suddivisi in quindici riquadri, i misteri del Rosario. La presenza di un affresco raffigurante san Leone Magno situato in una nicchia sul lato destro della navata e databile a un periodo compreso tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo conferma l’origine medioevale del santuario.
Nella chiesa si venerano due statue lignee. La più antica è quella della Madonna della Seta della seconda metà del secolo XV, raffigurata seduta su un trono privo di schienale con il Bambino sul ginocchio sinistro, mentre con la mano destra racchiude un pomo oggi perduto. L’altra statua (un manichino di scuola napoletana) raffigura la Vergine del Rosario, realizzata intorno alla metà del XIX secolo. La Vergine è avvolta in una ricchissima veste di seta ornata da fregi floreali in oro, che mostrano a quale livello fosse giunta l’arte del ricamo. La Madonna regge con la destra un rosario e sulla mano sinistra sorregge il Bambino, anch’egli in rosso, in piedi, con la mano destra benedicente mentre con la sinistra porge un rosario. E’ questa la bellissima statua che viene portata dal Santuario in processione per le vie del paese presso la chiesa madre di San Donato di Anzi, dove rimane fino al giorno della Pentecoste, quando, sempre in processione, viene ricondotta nella propria sede.
Ad Anzi si ricorda un prodigio verificatosi all’epoca del brigantaggio. Era il 19 luglio del 1807 quando un gruppo di briganti invase il paese e, dopo avere commesso feroci crimini e ucciso il sindaco, diede fuoco alla chiesa parrocchiale. Si gridò al miracolo quando, portata sulla piazza la statua della Vergine del Rosario, cominciò a nevicare. I briganti, presi da grande timore, si adoperarono per spegnere l’incendio e lasciarono il paese.
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