Oliveto Lucano è un paese situato in una zona particolarmente ricca di boschi di cerri e querce di alto fusto. Lungo i sentieri che si inerpicano attraverso i boschi si raggiunge la vetta del Monte Croccia (m. 1151), dalla quale è possibile ammirare tutto lo scenario delle Dolomiti Lucane.
L’edificazione del Santuario della Madonna di Piano di Campo è legata, come tanti altri luoghi di culto della Lucania, a un fatto prodigioso. Un pastore, mentre conduceva al pascolo le sue mucche, si accorse che una di esse si recava sempre presso un determinato albero di ulivo. Dopo averla seguita vide che la mucca si genufletteva e notò in una cavità del tronco il simulacro di una piccola Madonna con in braccio Gesù Bambino. In seguito a questa scoperta i fedeli eressero il Santuario, che risulta essere già costruito nel 1774, murando il tronco dell’ulivo nell’abside sotto la torre campanaria.
L’edificio non è molto grande. La facciata, delimitata da pareti ricche di simboli, si presenta con un portale articolato in colonne scanalate e con un timpano con stella centrale sul cui vertice, a bassorilievo, poggia una croce. All’interno, l’oggetto del culto è una statua in legno policromo della Madonna con il Bambino, che colpisce chi la osserva per la dolcezza dei tratti del viso. La Vergine, seduta su un trono, è coperta di una tunica rosa, punteggiata da segni dorati, su cui scorre un manto azzurro costellato da stelle dorate. Sul ginocchio sinistro regge il Bambino, che con la sinistra tiene un globo e con la destra regge insieme alla Madre un giglio. Entrambe le figure hanno corone in testa e indossano calzari dorati.
La festa religiosa si svolge in tre fasi. Nella prima domenica di maggio un piccolo corteo di devoti trasporta la statua della Madonna dal Santuario alla chiesa madre, dedicata alla Madonna delle Grazie, nella parte più alta del paese; nella terza domenica l’immagine viene portata in processione per le strade del paese; nella quarta domenica viene ricondotta al Santuario, dove viene celebrata la Messa, dopo la quale il sacerdote impartisce la benedizione agli animali da soma. Questo rito è connesso alla devozione a sant’Antonio Abate, protettore degli animali, la cui statua è conservata per tutto l’anno nello stesso Santuario. Alla processione di ritorno al Santuario partecipa anche un gruppo di “verginelle”, che lungo il tragitto recitano il rosario e cantano inni religiosi, alcune con la testa cinta di corone intrecciate di rametti di biancospino selvatico fiorito. Per appartenere a questo gruppo è richiesta la qualità fisica e morale della verginità.
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Oliveto Lucano







