Ettore Fieramosca (1876-1515), protagonista della celebre “Disfida di Barletta”, in cui tredici cavalieri italiani ottennero una strepitosa vittoria contro tredici cavalieri francesi, ottenne dal Re di Spagna, dopo la vittoria, il titolo di conte di Miglionico. In questa cittadina, oltre ad avere migliorato la posizione strategica del Castello elevandone le mura e la merlatura, Fieramosca istituì e finanziò la Festa della “Madonna delle Grazie” e della “Porticella”, i cui edifici di culto vennero costruiti in quel periodo su un colle che domina le vallate del Bradano e del Basento.

L’origine del Santuario risalirebbe a un episodio miracoloso: un pastore si rifugiò sotto un piccolo casale per sfuggire a una violenta bufera; terrorizzato, iniziò a pregare e da una porticina gli apparve la Madonna; egli scampò alla tempesta e per ringraziare la Vergine costruì una cappella.

L’edificio presenta una facciata in pietra locale, delimitata da lesene che proseguono anche al vertice, mentre alla base diventano contrafforti. L’interno è a navata unica con abside semi-circolare. Diversi gli affreschi, tra cui Santa Maria di Costantinopoli, il Cristo Pantocratore e la Madonna del Latte, risalenti al XVII secolo. L’affresco di San Vincenzo Ferrer a medaglione reca visibili i segni di coloro che avevano terminato lunghi periodi di penitenza (il segno del voto compiuto consisteva in una croce adorna di bandiera al vento). Il Santuario fu inizialmente curato dei Fraticelli Zoccolanti (francescani), guidati da Fra’ Francesco da Montepiloso, detto il Romitone, morto nel 1591 in fama di santità e sepolto nella Cappella della Madonna della Porticella.

La Madonna della Porticella è una piccola statua della Madonna col Bambino. La Vergine, in piedi, indossa una tunica dorata, su cui scorre un manto azzurro, mentre dalla testa alle spalle scende un velo beige. Sorregge con il braccio destro il Bambino, vestito con una tunica beige, e con la mano sinistra accosta al petto la sua manina.

La festa si svolge la seconda metà di settembre con una processione dopo la celebrazione della Messa. La Madonna è protettrice dei contadini e dei lavori agricoli. Dopo la cerimonia religiosa si apre la sagra dei fichi secchi, che celebra un frutto genuino, che oggi viene coltivato e conservato in modo naturale, a conferma dell’appellativo guadagnato nel tempo dagli abitanti di Miglionico, “pappaculumbriedd”, letteralmente “mangiatori di fichi”, come Platone.

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