L’antico Santuario di Picciano si trova immerso nel verde di una delle numerose colline che declinano su Matera.

Il culto della Madonna di Picciano sembra risalire ad un’epoca anteriore all’anno Mille, ad opera di monaci benedettini. Sulla sponda destra del torrente Gravina, detto la Cappella dei Grottolini, esisteva un primo insediamento monastico. Successivamente i monaci trasferirono la chiesa sul colle, in una posizione strategica che domina l’intera vallata. Secondo una tradizione locale, un vaccaro abruzzese in transumanza, avendo smarrito i suoi buoi, li trovò genuflessi ai piedi di un albero di quercia luminoso, su cui stava la Vergine. La celeste visione chiedeva che si costruisse in quel luogo una cappella e si facesse una processione. In questo periodo vi fu la costruzione dell’oratorio e del grande portale d’ingresso che si può ammirare ancora oggi, scolpito a motivi geometrici, sormontato da un rosone.

Quando Boemondo d’Altavilla (1050-111) partì per la prima Crociata erano con lui ben 500 crociati di Matera, i quali, tornati vittoriosi, offrirono in dono l’intera collina di Picciano prima ai Templari, poi ai cavalieri di Malta, che difendevano in questa zona i pellegrini in viaggio lungo la via di Bari. In una pergamena del 24 marzo 1308 relativa all’arresto dei Templari deportati nel carcere di Barletta si legge che tra questi sette frati templari c’era un tale Angelo de Brundusio, trovato e arrestato presso Santa Maria di Picciano. Il documento conferma come appartenesse all’Ordine dei Cavalieri del Tempio anche questo monastero situato a pochi chilometri dalla città di Matera.

Le strutture portanti dell’edificio sono state modificate più volte nel tempo. Dopo un periodo di abbandono, nel 1966 vi è stato il ritorno dei monaci benedettini della congregazione Olivetana, grazie ai quali il Santuario ha ripreso vita in seguito a restauri e alla creazione di strutture di accoglienza.

Attualmente, l’impianto basilicale è articolato su tre navate con volte a botte, divise da arcate poggianti su pilastri. Durante il XV secolo fu realizzato un affresco absidale raffigurante la Madonna SS.ma Annunziata. Dall’affresco fu salvata l’effige della Vergine, posta prima in un altare laterale e successivamente collocata sulla macchina d’altare nel presbiterio realizzata dalla scuola di Altobello Persio. Al centro troneggia l’immagine della Vergine sormontata da due putti reggi corona e ai lati insistono due sculture raffiguranti i profeti che avevano preannunziato la nascita del Messia da una Vergine. Nella cimasa della macchina d’altare, vi è l’immagine dell’Eterno.

Nella cappella alle spalle dell’altare vi è la statua della Madonna di Picciano, raffigurata a mezzo busto, vestita con tunica rossa e manto celeste, con il capo rivolto verso destra e le mani aperte in atteggiamento di accoglienza dell’annuncio. La statua lignea fu costruita nel XVIII secolo, probabilmente da pastori abruzzesi, ma fu gravemente danneggiata da un incendio. Oggi in processione viene portata una statua della Madonna che ha sostituito quella conservata nel Santuario.

Nel passato la festa principale ricorreva il 25 marzo e aveva una forte caratterizzazione ascetica. Molti fedeli facevano il pellegrinaggio scalzi e recanti pesanti ceri. Oggi le celebrazioni hanno inizio al mattino della prima domenica di maggio, quando i fedeli portano a spalle la statua della Vergine lungo il versante meridionale della Sacra Vetta, recitando preghiere e cantando inni religiosi. In serata la statua viene ricollocata in chiesa. La prima domenica di ottobre avviene un altro festeggiamento con cui si commemora l’incoronazione dell’icona mariana del 9 ottobre 1966.

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