Appena fuori dal borgo di Guardia Perticara ci ritroviamo nei pressi di un boschetto di querce, tra i rivoli giocosi e le piene agitate del torrente Sauro. Qui, nel XIV secolo venne edificato il Santuario di Santa Maria del Sauro, protettrice del paese. La tradizione narra che in questo luogo fu costruita una piccola cappella in pietra in seguito all’apparizione della Madonna ai contadini e pastori che avrebbero visto la Vergine sopra un carro tirato da buoi con le ruote di pietra. Queste ruote si sarebbero rimaste sino a qualche tempo fa davanti alla cappella in ricordo dell’evento miracoloso
L’antico edificio, a navata unica, fu in gran parte distrutto dal sisma del dicembre 1857 e venne ricostruito nel 1902. Nel Santuario si venera una statua della Madonna, in legno intagliato e dipinto risalente agli inizi del secolo XIII. La Vergine, con tunica rosa e manto azzurro, sta seduta, reggendo con la destra presumibilmente uno scettro o un fiore (non più presente) e sorreggendo nel grembo il Bambino che con la mano destra benedice e con la sinistra teneva un oggetto, oggi smarrito. L’opera ha subìto, tra il 2005 e il 2006, un lungo e scrupoloso lavoro di restauro per la ricostruzione delle mani e delle dita.
Se l’arrivo della modernità sta a poco a poco cancellando le tradizioni più antiche, la ‘festa’ della Madonna del Sauro persiste ancora. I festeggiamenti avvengono due volte l’anno: la prima domenica di maggio la statua viene condotta in processione su un camioncino pieno di ghirlande dal Santuario alla chiesa parrocchiale nel centro storico, per essere poi riportata al Santuario la seconda domenica di agosto.
Un tempo la Madonna veniva trasportata a spalle, e quando di tanto in tanto i portatori si fermavano a riposare, la statua veniva poggiata su sedili di pietra cosparsi di petali di rosa e ginestre.
La venerazione e devozione per la Madonna del Sauro riportano in paese, per l’occasione, molti dei guardiesi emigrati nelle regioni d’Italia e all’estero.
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Guardia Perticara





